La Sicurezza


Il gas è un combustibile utile per soddisfare tutte le esigenze domestiche: cucina, riscaldamento, acqua calda. Il gas va però usato correttamente in modo da evitare incidenti e sprechi.
Basta rispettare alcune regole per garantirci la necessaria sicurezza: affidare l’installazione e la manutenzione dell’impianto di casa solo a tecnici qualificati, utilizzarlo secondo le istruzioni del costruttore e sottoporlo alle manutenzioni periodiche. Attenzione anche ai consumi. Usare solo la quantità di gas necessaria ai bisogni, oltre a farci risparmiare sulla bolletta, risponde anche all’esigenza di salvaguardare l’ambiente dall’inquinamento ed alla necessita di razionalizzare i consumi energetici.

Una manutenzione accurata e periodica degli apparecchi che utilizzano il gas garantisce efficienza, la scelta di utilizzare quelli ad alto rendimento, permette un concreto risparmio energetico.

La manutenzione annuale degli impianti di riscaldamento è obbligatoria per legge, ma è soprattutto una buona abitudine, perché garantisce l’efficienza e la sicurezza dell’impianto nel tempo.


Tenuta degli impianti

Il gas è infiammabile e quindi bisogna evitare ogni fuga di gas perché, a contatto con scintille o fiamme, potrebbe provocare pericolose esplosioni. Poiché allo stato naturale i gas che utilizziamo sono inodori e incolori, esso viene odorizzato in modo da far sentire la sua presenza in caso di una eventuale, anche minima, perdita.
Gli impianti di adduzione del gas combustibile devono essere a tenuta (non ci devono essere perdite di gas).

Ventilazione e Aerazione

I locali dove sono installati gli apparecchi di utilizzazione devono essere adeguatamente ventilati al fine di far affluire l’aria necessaria per la combustione.

Ventilazione + Tiraggio = Sicurezza. Non chiudete il foro di ventilazione!
Spesso il foro di ventilazione viene considerato un elemento fastidioso, dal quale entra aria fredda.
Scoprite perché è di importanza vitale.

La apertura di ventilazione (il famoso "foro" in facciata) è un componente essenziale dell’impianto.
Infatti in tutti i casi in cui negli ambienti interni si utilizzino apparecchi di combustione che sviluppano una fiamma (es. caminetto a legna, scaldabagno a gas, fornello a gas), è necessario un flusso permanente di ossigeno (ovvero di aria fresca) per un loro corretto funzionamento.

L’ossigeno entra dal "foro" in facciata, e viene utilizzato dall’apparecchio (gli apparecchi di "tipo stagno", o di "tipo C" fanno eccezione in quanto prelevano l’aria direttamente dall’esterno attraverso un apposito condotto e non sono in comunicazione con l’ambiente di installazione).

La quantità teorica minima di ossigeno (comburente) necessaria perché un metro cubo di combustibile bruci correttamente dipende dal tipo di combustibile. Per i gas combustibili comunemente utilizzati il rapporto è il seguente:
mc gas da bruciare : mc ossigeno necessari
Gas naturale (metano) - 1 : 11
G.P.L. - 1 : 30
Se però il "foro" in facciata viene chiuso parzialmente o totalmente, o se non è di dimensioni sufficienti già all’origine, oppure se viene a mancare il necessario "risucchio" dell’aria dall’esterno per effetto del tiraggio del camino dell’apparecchio, la fiamma comincerà a bruciare l’ossigeno dell’ambiente interno. In carenza di ossigeno, la fiamma genera Monossido di Carbonio anziché Anidride Carbonica.

A causa delle difficoltà all’espulsione dei fumi, causata dalla chiusura del "foro", i fumi e il Monossido di Carbonio possono diffondersi nell’ambiente.

Il Monossido di Carbonio (CO) non può essere percepito dall’uomo (è inodore, insapore e incolore), ma ha effetti tossici con sintomi simili a quelli dell’indigestione o di un avvelenamento da cibo: sonnolenza, nausea, con l’aggiunta dei giramenti di testa (comincia a mancare l’ossigeno).
Oltre al corretto dimensionamento del "foro" di ventilazione, per gli apparecchi senza condotto di scarico (es. cucine a gas) è necessario almeno un secondo foro, nella parte alta del locale, per far sî che i fumi di scarico possano uscire (foro di aerazione). Il calcolo delle sezioni libere (nette) di questi fori e del loro posizionamento deve essere eseguito e verificato da un professionista abilitato, in base alle tabelle di cui alla Norma UNI 7129, tenendo conto della sommatoria delle potenze di tutti gli apparecchi installati (in genere servono almeno 6 cm2 di apertura per ogni kW complessivamente installato).

Verifica del tiraggio

Oltre alla corretta ventilazione/aerazione, un secondo elemento influisce pesantemente sulla sicurezza del sistema: il corretto tiraggio del camino o della canna fumaria.
Innanzitutto, per apparecchi a tiraggio naturale (senza ventilatore) è sempre preferibile evacuare i fumi in un camino/canna fumaria di sicura funzionalità, piuttosto che realizzare uno "scarico in facciata": questa soluzione è più adatta agli apparecchi a camera stagna, con tiraggio forzato mediante ventilatore.

Negli apparecchi a tiraggio naturale di moderna concezione, se vi è riflusso dei fumi, interviene il sensore fumi ( sicurezza camino) che ne interrompe il funzionamento. Il montaggio del sensore fumi su apparecchi a camera aperta di vecchia concezione è una operazione altamente consigliata.

In ogni caso, è sempre necessario ridurre al minimo la lunghezza (max 2,5 mt)dei condotti fumari fino all’attacco del camino/canna fumaria, impiegando il minor numero possibile di curve (max tre cambi di direzione) e garantendo un tratto verticale con lunghezza pari ad almeno due volte il diametro del condotto in uscita dall’apparecchio. Le curve riducono infatti la velocità dei fumi e -di conseguenza- il tiraggio .

Le indicazioni sulla lunghezza e curve del condotto non valgono per gli apparecchi dotati di ventilatore, che smaltiscono comunque correttamente i fumi.

Per quanto riguarda i camini / le canne fumarie collettive condominiali, il corretto tiraggio dipende dall’integrità del camino che non deve essere ostruito o perforato(é buona norma effettuare controlli periodici) e soprattutto deve essere correttamente dimensionato per ricevere gli scarichi dei fumi dell’apparecchio o degli apparecchi collegati.

La sostituzione di vecchi apparecchi richiede la verifica della correttezza del dimensionamento della canna fumaria.
Nel caso delle canne collettive ramificate condominiali, il fenomeno del non adeguato dimensionamento può essere aggravato da installazioni non corrette effettuate su altri piani, con inserimenti sulle canne collettive ramificate di apparecchi dotati di ventilatore (assolutamente vietato, in quanto tali apparecchi, siano essi caldaie/scaldabagni o cappe di aspirazione, fatto da "tappo" con la propria pressione di scarico, impedendo gli scarichi per tiraggio naturale di tutti gli altri apparecchi).
Gli apparecchi dotati di ventilatore necessitano di scaricare per conto proprio o in apposite canne fumarie dedicate, diverse da quelle per apparecchi a camera aperta, salvo i casi di deroga in cui viene ammesso lo "scarico a parete".

In ogni caso, per sicurezza, è importante che in occasione della verifica periodica obbligatoria della corretta combustione dell’impianto termico (prova fumi) il tecnico manutentore di fiducia effettui anche la cosiddetta "verifica di tiraggio", con l’apposito strumento in dotazione. Il risultato della verifica di tiraggio dovrà essere trascritto e firmato negli appositi spazi del modello "Allegato G-F".

Attenzione al monossido di carbonio

Anche i fumi che si sprigionano dalla fiamma possono essere pericolosi se la canna fumaria è ostruita o non evacua bene il fumo. Se poi non viene garantito un corretto afflusso di aria nell’ambiente, la combustione, incompleta, origina monossido di carbonio, tossico per l’organismo umano.

Evacuazione prodotti della combustione

Gli apparecchi che devono evacuare i fumi prodotti dalla combustione all’esterno dei locali di installazione, devono essere raccordati a sistemi di scarico come camini, canne fumarie, ecc., tali dispositivi devono essere di sicura efficienza.
Lo scarico dei fumi prodotti dalla combustione è quindi di fondamentale importanza ai fini della sicurezza. Il condotto di evacuazione deve rispettare le dimensioni previste dalle norme tecniche ed essere costruito con materiali che, con la opportuna manutenzione, garantiscano la piena efficienza nel tempo.
Le caldaie di nuova installazione devono scaricare i fumi attraverso camini singoli o canne fumarie collettive con sbocco oltre il colmo del tetto. In generale, comunque, è bene ricordare che nella stessa canna fumaria possono scaricare solo caldaie dello stesso tipo. Lo scarico a parete è ammesso solo in particolari condizioni.
L’efficienza del sistema di scarico fumi è un fattore molto importante per la sicurezza. Se i sistemi di scarico non funzionano correttamente, c’è il rischio che i fumi stessi invece di fuoriuscire all’esterno rientrino in circolo nell’ambiente, provocando uno stato di pericolo. Per accertarsi che il sistema di evacuazione dei fumi funzioni bene, è necessario far effettuare periodicamente dei controlli da imprese abilitate.

Dispositivi di sorveglianza di fiamma

Tutti gli apparecchi (ad esclusione dei piani di cottura, per i quali al momento non esiste l’obbligo) devono essere dotati di dispositivi di sorveglianza di fiamma per bloccare la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento.

Solo le imprese abilitate possono intervenire sugli impianti a gas

L’installazione, la trasformazione, l’ampliamento e la manutenzione straordinaria degli impianti a gas non possono essere fatte da chiunque, ma soltanto da imprese abilitate ai sensi della legge 46/90. E′ vietato dalla legge poiché pericoloso il fai da te o il ricorso a dopolavoristi per intervenire sugli impianti a gas.

La dichiarazione di conformità degli impianti

Gli impianti realizzati dopo il 13 marzo 1990, data di entrata in vigore della legge 46/90, debbono essere corredati della dichiarazione di conformità, rilasciata dalla ditta che ha realizzato l’impianto, in cui si attesta che lo stesso è conforme alle normative tecniche e quindi sicuro.
La dichiarazione di conformità deve essere rilasciata anche al termine di eventuali lavori di trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria dell’impianto.
Questo è il documento che identifica il responsabile a cui far riferimento in caso di contestazioni ed è indispensabile per ottenere l’abitabilità o per la vendita della casa.
Gli impianti a gas realizzati prima del 13 marzo 1990, quindi prima dell’obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità, devono comunque possedere i requisiti essenziali di sicurezza previsti.
In particolare devono essere garantite:
- l’idoneità dei locali sede di installazione degli apparecchi a gas;
- una sufficiente ventilazione ed un’adeguata aerazione dei locali ove sono installati gli apparecchi a gas;
- l’efficienza dei sistemi di evacuazione dei fumi (camini singoli, canne fumarie collettive, condotti di scarico diretto all’esterno);
- realizzazione impianti gas a regola d’arte la tenuta degli impianti interni di distribuzione, per evitare le fughe di gas;
- l’esistenza e la funzionalità dei sistemi di sorveglianza di fiamma a bordo degli apparecchi a gas, laddove obbligatori per legge.
Se si ha qualche dubbio che l’impianto non sia in regola, occorre far eseguire una verifica da una impresa abilitata.
Nel caso che l’impianto non possieda i requisiti essenziali di sicurezza, bisogna intervenire con urgenza per adeguarlo alla normativa vigente.
Al termine dei lavori svolti da una impresa abilitata occorre farsi rilasciare la dichiarazione di conformità attestante che, dopo i lavori eseguiti, l’impianto è conforme alle normative tecniche vigenti e quindi sicuro.